Mater-Bi di Novamont: confermata la biodegradabilità in ambiente marino
Gli studi commissionati da Novamont, azienda italiana specializzata nella produzione di bioplastiche, hanno dimostrato che i materiali appartenenti alla famiglia Mater-Bi di Novamont sono biodegradabili in ambiente marino.
Le ricerche, coordinate da Francesco Degli Innocenti, responsabile dell’Ecologia dei Prodotti e della Comunicazione Ambientale di Novamont, hanno analizzato tre aspetti fondamentali:
- Biodegradabilità intrinseca in ambiente marino, attraverso test condotti nei laboratori Novamont.
- Disintegrazione nell’ambiente marino, mediante studi realizzati da Hydra.
- Ecotossicità nei sedimenti marini, derivante dalla biodegradazione dei sacchetti per frutta e verdura realizzati in Mater-Bi, attraverso test condotti dall’Università di Siena.
Biodegradabilità marina del Mater-Bi di Novamont: risultati dei test scientifici
I materiali Mater-Bi di Novamont sono stati sottoposti a test conformi ai requisiti della norma UNI EN ISO 19679:2018, relativa alla determinazione della biodegradazione aerobica dei materiali plastici non galleggianti nell’interfaccia tra acqua marina e sedimenti sabbiosi, mediante un metodo basato sull’analisi dell’anidride carbonica.
I risultati hanno dimostrato che, quando viene esposto ai microrganismi marini, il Mater-Bi presenta un comportamento simile a quello dei materiali cellulosici, sia per il grado di biodegradazione sia per i tempi necessari al processo.
Utilizzando la carta come materiale di riferimento, il Mater-Bi di Novamont ha raggiunto livelli di biodegradazione sostanzialmente equivalenti a quelli della carta, durante un periodo di prova inferiore a un anno.
Un altro risultato importante riguarda la velocità di biodegradazione, che aumenta progressivamente con la diminuzione delle dimensioni delle particelle.
Secondo i risultati dello studio, il Mater-Bi non rilascia microplastiche persistenti: le particelle di queste dimensioni vengono completamente biodegradate entro 20-30 giorni, secondo quanto previsto dalle linee guida OCSE (OECD).
Degradazione del Mater-Bi di Novamont nell’ambiente marino
Gli esperimenti sulla disintegrazione in ambiente marino sono stati condotti da Christian Lott, ricercatore di Hydra Marine Sciences GmbH, istituto tedesco di ricerca e documentazione nel campo della biologia marina, attivo sull’Isola d’Elba.
Per lo studio sono stati utilizzati sacchetti compostabili per frutta e verdura realizzati in Mater-Bi di Novamont.
I ricercatori hanno prelevato sedimenti sabbiosi da diverse zone costiere dell’Isola d’Elba:
- Marina di Campo
- Portoferraio
- Naregno
- Fetovaia
I sedimenti sono stati successivamente introdotti in acquari contenenti acqua marina, con l’obiettivo di simulare le condizioni dei fondali, dove i rifiuti tendono naturalmente ad accumularsi.
I sacchetti in Mater-Bi sono stati collocati negli acquari e sottoposti a monitoraggio per valutarne la velocità di disintegrazione.
Confronto tra sacchetti in Mater-Bi e sacchetti in polietilene (PE)
I risultati hanno dimostrato che i sacchetti per frutta e verdura realizzati in Mater-Bi di Novamont impiegano, a seconda delle caratteristiche dei fondali marini, da meno di quattro mesi fino a poco più di un anno per scomparire completamente.
Al contrario, i campioni di sacchetti comparabili realizzati in polietilene (PE) sono rimasti completamente intatti durante gli esperimenti.
Questi risultati evidenziano le differenze di comportamento tra i materiali biodegradabili e le plastiche convenzionali nelle condizioni marine esaminate.
Ecotossicità del Mater-Bi di Novamont: test sugli organismi marini
I test di ecotossicità sono stati condotti da Maria Cristina Fossi e Silvia Casini, presso il laboratorio Biomarkers and Plastic Impact del Dipartimento di Scienze Fisiche, della Terra e dell’Ambiente dell’Università di Siena.
L’obiettivo della ricerca era valutare la possibile ecotossicità del Mater-Bi di Novamont nei confronti degli organismi marini.
Sono stati eseguiti test biologici su tre specie modello, esposte a estratti di sedimenti marini nei quali erano stati introdotti Mater-Bi o cellulosa.
I sedimenti sono stati incubati a una temperatura di 28 °C e analizzati in due momenti:
- Dopo 6 mesi, quando erano già visibili evidenti segni di biodegradazione del Mater-Bi.
- Dopo 12 mesi, quando i campioni introdotti nei sedimenti erano completamente scomparsi.
Le specie marine utilizzate nei test di ecotossicità
Per lo studio sono stati selezionati tre organismi marini:
- Dunaliella tertiolecta, un’alga unicellulare.
- Paracentrotus lividus, il riccio di mare.
- Dicentrarchus labrax, la spigola.
Le alghe unicellulari e i ricci di mare sono stati utilizzati per verificare eventuali effetti di inibizione della crescita ed embriotossicità.
Gli esemplari giovani di spigola sono stati invece analizzati per individuare possibili effetti subletali.
Mater-Bi di Novamont: nessun effetto tossico rilevato nei test
I risultati degli esperimenti hanno dimostrato che i sedimenti contenenti Mater-Bi di Novamont non hanno prodotto effetti tossici sugli organismi modello esposti durante lo studio.
Nel corso della biodegradazione del materiale non sono state generate sostanze tossiche rilasciate nell’ambiente in grado di provocare:
- Alterazioni della crescita delle alghe unicellulari.
- Effetti embriotossici nei ricci di mare.
- Stress ossidativo nelle spigole.
- Effetti genotossici nelle spigole.
Questi risultati contribuiscono alla valutazione del comportamento ambientale del Mater-Bi e dei suoi prodotti di biodegradazione nelle condizioni sperimentali analizzate.
Ricerca europea Open-Bio e standardizzazione dei test di biodegradabilità marina
Tutte le attività sperimentali sono state rese possibili grazie al lavoro pionieristico del consorzio di ricerca europeo Open-Bio, presieduto da Ortwin Costenoble dell’Istituto olandese di normazione NEN e finanziato dalla Commissione Europea.
Il progetto ha posto le basi per lo sviluppo di metodi di prova dedicati alla biodegradabilità in ambiente marino e per la loro successiva standardizzazione.
Queste attività rappresentano un contributo importante alla definizione di metodologie scientifiche per valutare il comportamento dei materiali biodegradabili negli ecosistemi acquatici.
Biodegradabilità del Mater-Bi e tutela dell’ambiente marino
Nonostante i risultati positivi degli studi, Francesco Degli Innocenti sottolinea che la biodegradabilità di un materiale non deve essere considerata una giustificazione per abbandonare i rifiuti nell’ambiente.
Anche i materiali biodegradabili, infatti, possono rappresentare un potenziale rischio ecologico se vengono dispersi irresponsabilmente sulla terraferma o in mare.
«La biodegradabilità intrinseca dei prodotti in Mater-Bi rappresenta un fattore di mitigazione del rischio ecologico, che non deve diventare un messaggio commerciale, ma un ulteriore elemento di valutazione del profilo ambientale dei prodotti biodegradabili», ha dichiarato Degli Innocenti.
Mater-Bi di Novamont ed economia circolare: la visione di Catia Bastioli
Catia Bastioli, Amministratore Delegato di Novamont, ha evidenziato l’importanza di un approccio più ampio alla sostenibilità e all’economia circolare.
«Se vogliamo affrontare in modo serio e concreto le complesse sfide ambientali e sociali che abbiamo di fronte, dobbiamo ragionare in termini di valore anziché di volumi, secondo una logica di economia circolare che metta al centro la qualità del suolo e dell’acqua».
Bastioli ha inoltre sottolineato:
«La rigenerazione di queste preziose risorse richiede di ridurre al minimo l’utilizzo dei prodotti e di ripensarli lungo tutto il loro ciclo di vita».
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