La bassa impronta di carbonio del PLA confermata da uno studio LCA sottoposto a revisione scientifica indipendente

Aggiornato il 9 Ottobre 2026

La bassa impronta di carbonio del PLA confermata da uno studio LCA sottoposto a revisione scientifica indipendente

La valutazione dell’impatto ambientale del ciclo di vita (LCA) del PLA (acido polilattico) prodotto da canna da zucchero in Thailandia da Total Corbion PLA è stata pubblicata sulla rivista scientifica Journal of Polymers and the Environment, dopo essere stata sottoposta a revisione scientifica indipendente (peer review).

Lo studio conferma la bassa impronta di carbonio del PLA rispetto alle plastiche tradizionali di origine fossile.

Analisi del ciclo di vita del PLA: l’impatto ambientale dalla materia prima alla produzione

L’articolo fornisce dati aggiornati sull’impatto ambientale del PLA prodotto su scala industriale in Thailandia, attraverso un’analisi cradle-to-gate, ovvero dalla produzione delle materie prime fino all’uscita del prodotto finito dallo stabilimento.

Tutti gli aspetti ambientali rilevanti della produzione di PLA vengono analizzati in dettaglio, comprendendo non soltanto l’impronta di carbonio, ma anche altri fattori sempre più importanti, come l’impronta idrica e i cambiamenti diretti nell’utilizzo del suolo.

Lo studio dimostra inoltre l’enorme potenziale di ulteriori riduzioni dell’impatto ambientale del PLA attraverso il miglioramento dei processi produttivi.

Il PLA riduce le emissioni di CO₂ del 75% rispetto alle plastiche tradizionali

«Considerando l’intero processo dalla materia prima al prodotto finito, il potenziale di riscaldamento globale (GWP) del PLA è confermato a soli 500 grammi di CO₂ equivalente per chilogrammo di PLA», afferma François de Bie, Senior Marketing Director di Total Corbion PLA.

«Questo rappresenta una riduzione dell’impronta di carbonio di circa il 75% rispetto alla maggior parte delle plastiche tradizionali».

Il PLA è un biopolimero relativamente nuovo e innovativo, e il suo impatto ambientale può essere ulteriormente ridotto attraverso diversi interventi, tra cui il miglioramento delle pratiche agricole nella coltivazione della canna da zucchero, l’aumento dell’efficienza nelle diverse fasi produttive e l’utilizzo di energie rinnovabili nei processi di trasformazione.

François de Bie aggiunge:

«È probabile che, nell’arco dei prossimi dieci anni, il potenziale di riscaldamento globale del PLA, calcolato dalla materia prima al prodotto finito, possa passare da oltre 500 grammi a meno 900 grammi di CO₂ equivalente per chilogrammo di PLA».

Impronta idrica del PLA e sostenibilità della coltivazione della canna da zucchero

Il consumo di acqua dolce rappresenta un’altra importante categoria di impatto ambientale presa in considerazione nello studio.

Secondo Ana Morão, Principal Scientist Sustainability di Corbion:

«Le piantagioni di canna da zucchero dalle quali proviene la biomassa necessaria alla produzione del PLA richiedono un’irrigazione molto limitata e si trovano in aree caratterizzate da uno stress idrico basso o medio».

Questi aspetti sono particolarmente importanti per valutare la sostenibilità complessiva delle bioplastiche, considerando non soltanto le emissioni di gas serra, ma anche il consumo delle risorse naturali.

Produzione di PLA e tutela della biodiversità: l’analisi dell’utilizzo del suolo

Su richiesta di Corbion, la società GRAS GmbH ha effettuato un’analisi satellitare delle aree destinate alla coltivazione della canna da zucchero.

Le immagini satellitari sono state integrate con la mappatura delle aree caratterizzate da elevate riserve di carbonio e delle zone protette per la tutela della biodiversità.

Lo studio ha portato alla conclusione che nelle aree di approvvigionamento di Corbion non sono state rilevate trasformazioni significative nell’utilizzo del suolo.

Metodologia LCA del PLA secondo gli standard ISO 14040 e ISO 14044

La valutazione del ciclo di vita del PLA è stata condotta secondo le metodologie previste dalle norme internazionali ISO 14040 e ISO 14044.

Per l’analisi delle principali fonti di impatto ambientale sono state considerate le 16 categorie di impatto previste dal metodo ILCD 2011 Midpoint+.

Come dati primari sono stati utilizzati dati industriali effettivi relativi a tutte le principali fasi produttive:

  • Produzione dello zucchero.
  • Produzione dell’acido lattico da parte di Corbion.
  • Produzione del PLA da parte di Total Corbion PLA.

L’analisi ha inoltre integrato le conoscenze tecniche più recenti sviluppate nell’ambito dei diversi processi produttivi.

Pubblicazione dello studio scientifico sull’impatto ambientale del PLA

L’articolo completo relativo alla valutazione del ciclo di vita (LCA) è disponibile sul sito web dell’azienda ed è stato pubblicato nell’edizione di novembre 2019 del Journal of Polymers and the Environment, volume 27, numero 11, edita da Springer Nature.

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